lunedì 5 marzo 2012

Una Quaresima in spirito di carità
del cardinale Braz de Aviz

«Siamo in piena Quaresima e quest’anno Benedetto XVI ci ha invitato a fare la nostra penitenza, soprattutto vivendo più profondamente lo spirito della carità». Sono le parole del cardinale João Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, che, attraverso il nostro giornale, rivolge un messaggio a tutti i religiosi in occasione della Quaresima.
«Noi sappiamo — afferma — che la carità è la stessa vita di Dio posta in mezzo agli uomini, perché noi la possiamo vivere. Certamente, per tutti i consacrati del mondo questo è un momento importante per compiere una conversione interiore, per una conversione alla carità». I religiosi, sottolinea, in modo particolare «sono quelle persone che sostengono da secoli, in tutto il mondo, delle opere di carità straordinarie. Purtroppo, questi uomini e donne stanno vivendo un momento di diminuzione delle vocazioni, soprattutto in Europa e nei Paesi più ricchi. Ciò implica anche una certa difficoltà che porta con sé sofferenza».
È una situazione che si riscontra in diversi Paesi occidentali. Tra questi, per esempio, la Francia, dove il numero delle religiose di vita apostolica dal 2000 al 2010 — secondo un recente rapporto della Conférence des religieux et religieuse de France (Corref) — è passato da 48.412 a 28.678 membri. Un calo allarmante, anche se non nelle proporzioni drammatiche che lasciavano intendere le cifre riferite in un primo tempo dallo stesso cardinale prefetto nell’intervista al nostro giornale pubblicata nel numero di giovedì 2 febbraio scorso. «Unendomi al messaggio di Quaresima per tutti i religiosi del mondo — ci dice in proposito il porporato — anche io colgo questa occasione per fare una piccola penitenza. Nell’intervista avevo indicato altre cifre. Mi sono fidato solo della mia memoria. Anche se le proporzioni del calo restano comunque significative rispetto ai dati che avevo fornito nell’intervista, per amore della verità tengo a fare la mia penitenza, perché credo fermamente che la trasparenza e la correttezza siano dei valori da rispettare».
In ogni caso, conclude, «noi vogliamo fare di questo momento difficile per la vita consacrata nel mondo un’occasione di conversione interiore, per cercare di risolvere i problemi e poter mantenere in vita le opere con uno spirito nuovo». In questo senso, aggiunge, «penso che questo atteggiamento possa essere una vera penitenza quaresimale». Il Papa, spiega, «insiste molto sul fatto che dobbiamo puntare soprattutto alla testimonianza evangelica e non a una vita di apparenza».


(© L’Osservatore Romano 03 marzo 2012)

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