sabato 1 settembre 2012



Italia - Assemblea dei definitori OFM del Nord Italia

I Definitori delle attuali sei Province del Nord Italia (con la presenza di Fr. Vincenzo Brocanelli, Definitore generale per l'Italia) si sono ritrovati per l'incontro estivo tradizionale, dal 20 al 24 agosto, per fare sintesi del cammino comune percorso nell'ultimo anno e programmare i passi successivi.
Quest'ultimo ritrovo è stato particolarmente importante, perché le sei Province si stanno avvicinando ai Capitoli Provinciali allineati del 2013 (con un Instrumentum Laboris comune), per introdursi all'ultimo triennio, prima della fondazione dell'unica nuova Provincia (nel 2016).
Il percorso in atto si sta rivelando sempre più concreto e condiviso; si nota una notevole convergenza sulle scelte, nonostante le storie e tradizioni differenti. Cresce la consapevolezza di camminare, non solo per creare una cosa nuova, ma soprattutto per farla in modo nuovo - "Non nova sed nove" -.
La priorità è quella di riqualificare la vita dei Frati Minori del Nord Italia per poter continuare a dire qualcosa di significativo al nostro tempo e alla nostra gente.
Tutto ciò porterà ad investire in nuove fraternità - già dal prossimo anno - e, di conseguenza, a faticose, ma necessarie scelte di ridimensionamento delle presenze tradizionali.
Fondamentale è stata poi la riflessione sulla formazione iniziale, che non sembra più pienamente adeguata a rispondere alle caratteristiche dei candidati che chiedono di entrare nella nostra Famiglia. Si ritiene di dover operare dentro e oltre la scansione delle tappe istituzionali (postulandato e noviziato). Salvo eccezioni possibili, ma realmente fondate, il consueto tempo di due anni per giungere alla prima professione, risulta non più sufficiente. Evidentemente non si intende solo prolungare il tempo, ma riempirlo in modo da far fare ai candidati una più profonda esperienza dei dinamismi fondamentali della vita e dell'identità del Frate Minore.
Infine diventano sempre più concrete le scelte legate all'unificazione delle nostre Economie provinciali, ma soprattutto, ci rendiamo conto di dover maturare ancora una comune visione sulla gestione e uso dei nostri beni.

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