sabato 7 luglio 2012

In terza classe rincorrendo Bonaventura
L'impresa del frate filologo Fedele da Fanna, che per nove anni ha percorso l'Europa alla ricerca di manoscritti
di Barbara Faes
Consiglio Nazionale delle Ricerche
In una sua corrispondenza da Madrid nel 1877, il francescano Fedele da Fanna (1838-1881) ricordava di aver “percorso quasi tutta l'Europa, rovistato quasi tutte le biblioteche, esaminato un'ingente quantità di codici manoscritti, e di altri documenti d'ogni specie e d'ogni tempo, sempre con l'intento o di scoprire l'occulto o di riformare giudizi erronei, o di chiarire cose dubbie e di pubblicare cose utili alla religione, alla scienza ed alla società”.
    Le parole illustrano efficacemente il senso del lavoro itinerante che impegnò in condizioni durissime questo Francescano per ben 9 anni e mezzo della sua breve ma intensa vita (dal 1871 al 1880) alla scopo di preparare l’edizione critica delle opere di S. Bonaventura, che costituiscono il grande contributo scientifico che egli ci ha lasciato. Nel 1877 Fedele ha ormai maturato pienamente la consapevolezza che la sua impresa, per la quale sta peregrinando per le biblioteche di tutta Europa, comporta non solo una promozione edificatoria dell’Ordine di cui fa parte, da raggiungere attraverso la conoscenza e divulgazione del pensiero di uno dei maggiori Francescani del passato, appunto Bonaventura, ma ha un respiro più vasto, universale, che travalica il progetto iniziale voluto da Bernardino da Portogruaro, suo superiore, consigliere e paterno amico per tutta la vita. Il lavoro di Fedele riveste infatti una triplice finalità: religiosa, dunque più ampia di quella di un recinto francescano di appartenenza, quasi a dire che Bonaventura non è solo dei Francescani, ma patrimonio di tutta la cattolicità-romana, quella cattolicità che fino ad allora in piena neoscolastica si riconosceva soprattutto in Tommaso d’Aquino; scientifica, mentre il progetto iniziale di edizione delle opere di Bonaventura, come si vedrà, non rivestiva questo carattere; culturale, perché un’edizione critica, se condotta con i crismi della scientificità, è oggetto di interesse ed attenzione per tutto il mondo dei dotti, religiosi e laici.
     Ma come era arrivato Fedele a queste considerazioni? L’accidentata storia della sua impresa scientifica, patrocinata da Bernardino da Portogruaro, a quei tempi Generale dell’Ordine, è al riguardo particolarmente illuminante. Essa si svolge nella seconda metà dell’800, periodo travagliato della storia dell’Ordine, che al pari degli altri soffre delle radicali decimazioni economiche e psicologiche causate dalle soppressioni religiose, da uno forte decremento numerico e abbassamento culturale della formazione dei frati, da irrigidimenti da parte papale e da parte del nuovo stato italiano. Due figure diverse per età, formazione, censo e soprattutto per temperamento, ma complementari e accompagnate da un stesso ideale, si incontrano: Bernardino e appunto Fedele.
     Il primo è il più anziano, proveniente da famiglia benestante, con alle spalle una buona formazione culturale, in contatto con N. Tommaseo e i notabili di Venezia, uomo delle istituzioni - prima infatti è provinciale dell’Ordine poi a lungo generale - fine mediatore e perspicace nell’individuare nell’ignoranza dei frati del tempo una delle cause della decadenza dell’Ordine e dunque nel cercare e trovare come correttivo adeguato un piano di studi più serio e formativo per la loro educazione spirituale ed intellettuale, basato tra l’altro su una lettura più diretta di testi filosofici e teologici medievali, ossia sostanzialmente su Tommaso e - questa è la novità maggiore - su Bonaventura.
    

venerdì 6 luglio 2012

Bosnia y Herzegovina - Celebración del 20° Aniversario de la Juventud Franciscana

Durante los días del 29 de junio al 1° de julio de 2012, en Humac (Ljubuški), en el santuario de San Antonio de Padua, la Juventud franciscana de Bosnia y Herzegovina con sus Asistentes espirituales, se reunieron para celebrar el 20 aniversario de su nacimiento. Toda la organización de la reunión ha sido confiada a una comisión encabezada por Fr. Josip Vlašić, OFM, Asistente nacional de la JuFra, con una optima colaboración de la OFS y de su Asistente nacional Fr. Mato Topić, OFM.
El tema del encuentro “Osemos vivir el Evangelio” ha marcado todo el desarrollo del encuentro, con varias reflexiones, testimonios y presentaciones. Este ha sido el primer encuentro nacional desde que la Fraternidad nacional ha sido constituida en el 2008. De hecho, anteriormente existía una única Fraternidad nacional junto con la de Croacia. Por esta razón, para compartir la alegría de la celebración, también estuvieron presentes en el encuentro los representantes de la JuFra Nacional de Croacia, con la hermana Ana Fruk, Consejera de la Presidencia CIOFS por la JuFra y Fr. Ivan Matić, OFM, Asistente general OFS-JuFra. En la celebración estuvieron  presentes otros numerosos miembros de la Familia franciscana (OFS, Religiosas franciscanas, etc.), que se pusieron de acuerdo para convivir junto con los jóvenes este acontecimiento importante.
Han sido tres días de fiesta y de agradecimiento, de testimonios y de compartir fraterno, con celebraciones litúrgicas muy bellas y bien participadas. El coro que animó la reunión  estaba compuesto por cercas de 120 jóvenes, miembros de las diversas Fraternidades locales de la JuFra. También ha sido presentado un himno compuesto especialmente para este aniversario.
Ha estado muy interesante, incluso la presentación de Fray Mijo Džolan, OFM, Presidente del Instituto franciscano para la cultura de la paz sobre el tema: “Sé tú el cambio que quieres ver en el Mundo”.
La presencia del obispo auxiliar de la diócesis de Banja Luka Mons. Marko Semren, OFM y del  arzobispo Metropolitano de Sarajevo, Su eminencia Rev.ª el cardinale Vinko Puljić, que ha presidido la santa Eucaristía del sábado 30 de junio, ha sido motivo de grande alegría. Concelebraron con el Cardenal los Ministros provinciales de Bosnia y Herzegovina, Fr. Lovro Gavran, OFM y Fr. Ivan Sesar, OFM, y los Asistentes espirituales presentes en el encuentro.
La mañana del domingo ha sido dedicada a los testimonios y al compartir de la experiencia de la JuFra presentada por Ana Fruk y Fr. Ivan Matić bajo el tema: “Juventud Franciscana: Experiencia de vida y gozo”.  En particular se ha recorrido la historia, la experiencia de vida y la realidad mundial de la OFS y de la JuFra de hoy.
El encuentro se concluyó con la solemne celebración de la Eucaristía con los Ministros provinciales, en presencia de las familias de la parroquia que han hospedado a los jóvenes en sus casas durante los tres días de encuentro. Un gran apoyo a la organización y al desarrollo del encuentro ha sido ofrecido por la comunidad de los hermanos que prestan servicio en el santuario antoniano de Humac.
Actualmente en Bosnia y Herzegovina existen dos Fraternidades regionales con 54 Fraternidades locales y con más de 3000 jóvenes franciscanos.

Bosnia ed Erzegovina - Celebrazione del 20° Anniversario della Gioventù Francescana

Nei giorni 29 giugno - 1 luglio 2012 a Humac (Ljubuški), presso il santuario di San Antonio di Padova, la Gioventù francescana di Bosnia ed Erzegovina con i suoi Assistenti spirituali, si è radunata per celebrare il 20° anniversario della sua nascita. Tutta l’organizzazione dell’incontro è stata affidata ad una commissione guidata da Fr. Josip Vlašić, OFM, Assistente nazionale della GiFra, con un’ottima collaborazione dell’OFS e del loro Assistente nazionale Fr. Mato Topić, OFM.
Il tema dell’incontro “Osiamo vivere il Vangelo” ha improntato tutto lo svolgimento dell’incontro, con varie riflessioni, testimonianze e presentazioni. Si è trattato del primo incontro nazionale da quando la Fraternità nazionale è stata costituita (nel 2008). Infatti in precedenza esisteva un'unica Fraternità nazionale insieme con quella di Croazia.
Proprio per questo, a condividere la gioia della celebrazione, erano presenti all’incontro anche i rappresentanti della GiFra nazionale di Croazia, con la sorella Ana Fruk, Consigliera della Presidenza CIOFS per la GiFra e Fr. Ivan Matić, OFM, Assistente generale OFS-GiFra. Alla celebrazione erano presenti numerosi altri membri della Famiglia francescana (OFS, Suore francescane ecc.) convenuti per vivere insieme ai giovani questo avvenimento importante. 
Sono stati tre giorni di festa e di ringraziamento, di testimonianza e di condivisione fraterna, con celebrazioni liturgiche molto belle e ben partecipate. Il coro che ha animato l’incontro era composto da circa 120 giovani, membri delle varie Fraternità locali della GiFra. E’ stato presentato anche un inno appositamente composto per l’anniversario. E’ stata molto interessante anche la presentazione di Fr. Mijo Džolan, OFM, Preside dell’Istituto francescano per la cultura della pace sul tema “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.
La presenza del Vescovo Ausiliare della diocesi di Banja Luka mons. Marko Semren, OFM e dell'Arcivescovo Metropolita di Sarajevo, Sua Eminenza Rev.ma il Cardinale Vinko Puljić, che ha presieduto la Santa Eucaristia di sabato 30 giugno, é stata motivo di grande gioia. Hanno concelebrato con il Cardinale i Ministri Provinciali di Bosnia ed Erzegovina, Fr. Lovro Gavran, OFM e Fr. Ivan Sesar, OFM e gli Assistenti spirituali presenti all’incontro.
La mattina di domenica è stata dedicata alla testimonianza e alla condivisione dell’esperienza della GiFra presentata da Ana Fruk e Fr. Ivan Matić sotto il tema “Gioventù Francescana: Esperienza di vita e gioia”. In particolare si è percorsa la storia, l’esperienza di vita e la realtà mondiale dell’OFS e della GiFra di oggi.
L’incontro si è concluso con la solenne celebrazione Eucaristia con i Ministri Provinciali, alla presenza delle famiglie della parrocchia che hanno ospitato i giovani nelle loro case durante i tre giorni di incontro. Un grande appoggio all’organizzazione e allo svolgimento dell’incontro è stato offerto dalla comunità dei frati al servizio del santuario antoniano di Humac.
Attualmente in Bosnia ed Erzegovina esistono due Fraternità regionali con 54 Fraternità locali e con più di 3000 giovani francescani.

giovedì 5 luglio 2012

Croazia - Professione solenne e incontro con le Clarisse di Spalato

Nella storica e bellissima città di Spalato, da più di 700 anni sono presenti le Sorelle Clarisse che con la preghiera e l’opera silenziosa sono testimoni del carisma francescano nel cuore di questa città. In questo anno dell’Ottavo centenario della consacrazione di S. Chiara e dell’inizio del Secondo Ordine, le Sorelle Clarisse hanno messo in calendario varie iniziative per promuovere la loro spiritualità tra tanti amici e conoscenti del convento. In questo contesto di celebrazioni, il giorno 24 giugno 2012, Festa di S. Giovani Battista, è stato un giorno particolarmente solenne e bello, caratterizzato dal rito della professione solenne di suor Marija Franciska od Raspetoga. L’Eucaristia è stata presieduta da Fr. Ivan Matić, OFM, Assistente generale OFS-GiFra nella chiesa del monastero dedicata a Santa Chiara d’Assisi. Il giorno successivo Fr. Ivan ha incontrato la comunità delle Clarisse a cui ha presentato la realtà dell’OFS e della GiFra nel mondo, e le esperienze vissute nelle visite alle Fraternità nazionali dell’OFS e della GiFra, durante le quali ha avuto anche la possibilità di incontrare diverse comunità di sorelle Clarisse. 


Croacia - Profesión solemne y encuentro con las Clarisas de Split

En la histórica y bella ciudad de Split, desde hace más de 700 años, las Hermanas Clarisas se encuentran presentes con la oración y el trabajo silencioso, siendo testimonios del carisma franciscano en el corazón de esta ciudad. En este año del Octavo centenario de la consagración de S. Clara y del inicio de la Segunda Orden, las Hermanas Clarisas han puesto en su calendario varias iniciativas para promover su espiritualidad entre los amigos y conocidos del convento. En este contexto de celebraciones, el 24 de junio de 2012, fiesta de S. Juan Bautista, ha sido un día especialmente solemne y hermoso, caracterizado por el rito de la profesión solemne de Sor. Marija Franciska del Crucifijo. La Eucaristía ha estado presidida por Fr. Ivan Matić, OFM, Asistente general OFS-JuFra en la iglesia del monasterio dedicada a santa Clara de Asís. Al día siguiente Fr. Ivan se reunió con la comunidad de las Clarisas a quienes les presentó la realidad de la OFS en el mundo, y las experiencias vividas en las visitas a las Fraternidades nacionales de la OFS y de la JuFra, durante la cual tuvo la posibilidad de encontrar diversas comunidades de Hermanas Clarisas.

martedì 3 luglio 2012

USA – L’Istituto Francescano San Bonavenure University

L’Istituto Francescano, San Bonaventure University di New York, informa che i testi classici della tradizione cristiana sono disponibili online all’indirizzo www.franciscantradition.org; l'accesso è gratuito a tutti gli scritti.
Inoltre, viene anche presentata una nuova risorsa denominata: “Custodian of the tradition“. Si tratta di un’informazione di qualità, disponibile in un linguaggio accessibile ai non studiosi e in un formato flessibile, per la formazione – iniziale e permanente –, per la formazione alla fede nella tradizione francescana intellettuale-spirituale e per la riflessione all’interno delle Fraternità locali.

lunedì 2 luglio 2012

Betlemme nella lista del Patrimonio Universale dell’UNESCO

L'Unesco ha incluso la Basilica della Natività e la via del pellegrinaggio tra i siti patrimonio dell'umanità. A deciderlo è stato il Comitato per il Patrimonio mondiale riunito a San Pietroburgo. E' la prima volta che un sito palestinese entra a far parte del patrimonio dell'umanità, tutelato dall'organismo culturale dell'Onu.
Quanto deciso il 29 giugno 2012 a San Pietroburgo è comunque secondo il Custode di Terra Santa una notizia importante.
Il Custode di Terra Santa, Fr. Pierbattista Pizzaballa, afferma:
"Va detto che questa nomina riguarda tutta la città vecchia di Betlemme e non solo la Basilica, quindi pone la Basilica in una posizione diversa rispetto a quanto era stato preventivato.
Il presidente Abu Mazen (Mahmoud Abbas), il presidente dell'Autorità Palestinese, ha chiarissimamente detto, anche per iscritto, in una lettera formale alle nostre Chiese (Patriarcato Greco Ortodosso, Custodia e Armeni) che garantisce la totale autonomia delle Chiese nella gestione dei luoghi santi e il rispetto dello status quo e il rispetto nella gestione ordinaria. Questa è un’assicurazione molto importante".
"Il nostro auspicio come Chiese, che è quello che è sempre stata la nostra posizione, è che i luoghi santi siano considerati innanzitutto luoghi santi e di culto e che le questioni culturali, politiche, locali o internazionali, siano escluse nella gestione, nella vita, e nella dinamica dei luoghi santi. Essi devono restare luogo di pace e di serenità per tutti i pellegrini e non diventare luogo di difficile convivenza. Questo è il nostro auspicio per Betlemme e per tutti i luoghi santi".

Fonte: custodia.org

UN CONTRIBUTO FRANCESCANO AL SUPERAMENTO DELL’ATTUALE CRISI ECONOMICA

Assisi - Sacro Convento - 19 giugno 2012

Convegno Economia: Frati Assisi, lavoro e onestà in nuovo dizionario


Intervento di Giancarlo Latti OFM, Economo generale

Carissimi fratelli e sorelle
prima di tutto il saluto tanto caro a Francesco: Che il Signore vi doni la Sua Pace !
San Francesco ancora oggi è un faro, un punto di riferimento per tante persone, in particolare giovani, per la scelta fondamentale che ha fatto di vivere con tutto se stesso il Santo Evangelo di nostro Signore Gesù Cristo, “sine glossa”. Questa è la più grande novità anche sociale, perché dall’uomo convertito a Cristo nasce la fantasia, la creatività, l’impegno a vivere i valori fondanti della persona umana, a mettere al centro del proprio pensiero, della propria azione, del proprio modo di vivere l’altro: Gesù Cristo e il fratello/sorella.
Così le scelte anche dei suoi seguaci nascono da un cuore nuovo, plasmato dalla grazia di Dio. La sola volontà forse non basta per rinnovare il cuore dell’essere umano. Si può crescere, camminare speditamente, ricercare, ma poi ad un certo, quando si tratta di rinunciare a se stessi e dare la vita per l’altro tendiamo a fermarci.
Ciò è un problema molto serio: pensare ad una economia che metta al centro la “persona umana”, che sappia togliersi di dosso la patina di egoismo e concentrarsi sull’altro è frutto di un cammino di vita e di novità interiore. Ma senza la novità del cuore sarà capace la società di cambiare ? Sarà capace di non ingannare più se stessa ed i suoi esseri umani ?
I seguaci di Francesco ci insegnano nel tempo alcuni elementi portanti che hanno accompagnato i cambiamenti economici epocali:
L’ASCOLTO - I fratelli a contatto con il popolo recepiscono i problemi, si mettono in ascolto della realtà non solo dei poveri ma anche della borghesia emergente, si incaricano di studiare il problema. L’operazione più semplice era quella di criticare, moralizzare i costumi, adeguarsi alla mentalità del tempo, invece si attivano a studiare per dare risposte possibili ai poveri, ai ricchi, ai mercanti, ai politici. Solo una grande capacità di ascolto rende possibile la risposta all’evolversi culturale e sociale nel tempo.  
LA LIBERTA’. Avendo scelto di vivere “sine proprio” acquisiscono una libertà da interessi personali o di gruppo che permette loro di creare e pensare a soluzioni geniali (monti di pietà, bene comune, la partita doppia etc…). Ciò è possibile per la libertà che hanno di fronte al denaro, al potere finalizzato all’utilità personale  o di gruppo. La loro scelta di povertà e di minorità li rendi liberi di pensare, studiare e dare risposte senza tener conto degli interessi dei pochi.
IL GRANDE AMORE PER L’UOMO. Dice San Bonaventura  nella Leggenda Maggiore cap. 9 “”..la pietà del cuore lo aveva reso fratello di tutte le creature, così la carità di Cristo lo rendeva ancor più intensamente fratello di coloro che portano in sé l’immagine del Creatore…”. Ogni uomo è fratello e sorella, ogni essere umano creato ad immagine di Dio è amato da Dio ed ha in sé parte del cuore di Dio. Crede fortemente nella potenzialità creativa dell’essere umano di avere pensieri e fare gesti di bene. Lui arriverà come Cristo a dare la vita per l’altro a donarsi gratuitamente e questo lo rende grande di fronte a Dio ed agli uomini. I nostri fratelli nel tempo dimostreranno sempre questa passione caritatevole verso ogni essere umano. Lo dimostreranno attraverso atti, studi, gesti di carità, disponibili a partire per i paesi poveri con grande spirito missionario e lavorare per dare stili di vita, organizzazioni sociali rispettosi di ogni essere umano.

Su queste basi fondamentali si instaura nel tempo l’azione dei francescani.
Ho letto in un articolo che alla fine del ‘300 un francescano ha espresso questa intuizione: “ L’elemosina aiuta a sopravvivere ma non a vivere perché vivere è produrre e l’elemosina non aiuta a produrre”. In questa frase trovo forte l’invito alla responsabilità personale e di gruppo, alla libertà delle persone ed al bene comune che produce felicità.
E dietro a questa intuizione si incominciano a definire dei concetti fondamentali su alcune tematiche come “uso delle cose e del denaro”, “proprietà” “utilizzo”, “possesso”, “bene comune”.
Questi nostri fratelli Individuano il peccato capitale che è “l’avarizia” accostandola a usura, simonia, accumulazione di beni a scopi non produttivi. E’ il peccato di chi pecca contro gli altri, accumula ricchezza per se stesso, non la fa circolare. L’avarizia è “peccato sociale”, che ha delle ricadute negative sull’altro, specialmente il povero. Ho letto che l’avarizia è il peccato per eccellenza e l’avaro identifica l’essere con l’avere; dice “io sono ciò che ho”; identificando il proprio essere con la ricchezza che viene sottratta agli altri e al bene comune.
San Bernardino da Siena nella seconda metà del 1400 dice che l’imprenditore per essere onesto deve essere dotato di 4 virtù: efficienza, responsabilità, laboriosità e assunzione del rischio. I guadagni che ne derivano sono la giusta ricompensa per il duro lavoro svolto e per i rischi corsi. Per contro condanna senza mezzi termini i ricchi, che invece di investire la ricchezza in nuove attività che danno lavoro e benessere ad altri, preferiscono prestare usura e strangolano la società anziché farla crescere. San Bernardino riteneva che la proprietà non appartenesse all’uomo quanto piuttosto fosse per l’uomo come strumento per ottenere un miglioramento sociale. Uno strumento che veniva da Dio e che l’uomo doveva meritare, applicare e far fruttare.
Mi domando oggi: è più importante una “finanza” che produce prodotti inquinati o una azienda che produce beni, valorizza l’uomo e ridistribuisce ricchezza ?.
Mi domando ancora: perché non si riesce ad uscire da questa visione economica attuale in cui si è assolutizzato il concetto di profitto e utilitarismo ed abbiamo dismesso in economia i concetti di “reciprocità”, “fraternità”, e “dono” ?.
 Ringraziando Dio vi sono alcuni studiosi che cercano di riproporre questi principi fondamentali per una società giusta, felice (è solo dando che noi riceviamo!) e responsabile.

Sembra strano che nel tempo i frati siano stati i fondatori o inventori di banche o che abbiano inventato sistemi contabili come la partita doppia, il bilancio di esercizio come ha fatto Fra Luca Pacioli nel ‘500. Ciò lo si può capire solo se comprendiamo che nel cuore di questi fratelli francescani c’era il desiderio di aiutare i poveri che non avevano accesso al credito o che lavoravano tutta la vita per ripagare interessi usurai o che venivano ingannati nei conti. Si vuole combattere la miseria, ridare dignità alle persone povere.
Questo è un altro fondamento della vita di Francesco e dei suoi fratelli. Francesco era solito dire: “chi tratta male un povero fa ingiuria a Cristo, di cui quello porta la nobile divisa, e che per noi si fece povero in questo mondo”, ed a un frate che fece un’allusione maligna su un povero che chiedeva supplicante l’elemosina  gli ordinò di spogliarsi di fronte al povero e di chiedergli perdono, baciandogli i piedi.
I poveri sono e saranno i nostri fratelli privilegiati e dobbiamo fare di tutto perché la povertà involontaria sia debellata, perché si crei una società più equa, una società non conflittuale, una società che sia capace di riconoscere in tutti il volto di Cristo e sappia amarlo.

Un’ultima considerazione: credo che nella finanza in particolare sia necessaria una purificazione del linguaggio. E’ necessario che il linguaggio sia comprensibile a tutti per poter fare delle libere scelte. Molte volte assistiamo che la persona è costretta ad affidarsi ad un intermediario per poter acquistare dei prodotti incomprensibili. Il linguaggio non deve essere ingannevole là viene presentato un prodotto in corpo 12 per gli eventuali vantaggi che ne derivano dall’acquisto e corpo 8 nella descrizione dei rischi e penali.

Vorrei terminare con la preghiera che il cardinale Giovanni Battista Montini nel 1958 ha recitato davanti alla tomba di San Francesco: “E’ possibile, Francesco, maneggiare i beni di questo mondo, senza restarne prigionieri e vittime? E’ possibile conciliare la nostra ansia di vita economica, senza perdere la vita dello spirito e l’amore ? E’ possibile una qualche amicizia fra Madonna Economia e Madonna Povertà? O siamo inesorabilmente condannati, in forza della terribile parola di Cristo: è più facile che un cammello passi per la cruna d’un ago che un ricco entri nel Regno dei Cieli?” Così insegnaci, così aiutaci Francesco, a essere poveri, cioè liberi, staccati e signori, nella ricerca e nell’uso di queste cose terrene, pesanti e fugaci, perché restiamo uomini, restiamo fratelli, restiamo cristiani”.



domenica 1 luglio 2012


New edition of Fraternitas
Nuovo numero di Fraternitas
Nuevo numéro de Fraternitas
Novo número de Fraternitas
Nouveau numéro de Fraternitas
Neue Nummer des Fraternitas
Novi broj Fraternitasa
Nowy numer Fraternitas


sabato 30 giugno 2012


RIEVOCAZIONE STORICA DELLA GIRANDOLA
a CASTEL SANT'ANGELO - Roma



Venerdì 29 giugno 2012, ore 21.30

Nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della Città
In occasione dei 500 anni dal completamento della volta della Cappella Sistina

Girandola 2012
È dedicata all’anniversario dei 500 anni dal completamento della volta della Cappella Sistina, per mano di Michelangelo Buonarroti, la 5° edizione della “Rievocazione Storica della Girandola” a Castel Sant’Angelo, in programma per venerdì 29 giugno 2012, alle ore 21.30, nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della Città di Roma.
Il fantasmagorico spettacolo di fuochi d’artificio, introdotto nel 1481 per l’esaltazione del pontificato di Sisto IV, tornerà ad illuminare il cielo della Capitale anche quest’anno.
La prima edizione del 2008 in cui la Girandola è stata riscoperta, rielaborata, progettata ed eseguita con le proprie forze dal Cav. Giuseppe Passeri del Gruppo IX Invicta, e alla quale avevano assistito oltre 50mila tra romani e turisti, aveva trovato un tale successo che per le edizioni successive la manifestazione ha avuto sempre il sostegno di Roma Capitale.
L’edizione 2012 della Girandola viene dedicata ad una delle più famose opere rinascimentali del mondo: la Cappella Sistina
Il 31 ottobre 1512, Michelangelo  termina il monumentale ciclo di affreschi della volta della Cappella, commissionato da Giulio II soltanto quattro anni prima, per sostituire il cielo stellato dipinto da Piermatteo d’Amelia per volontà di Sisto IV. Da allora, il più grandioso e completo esempio di “biblia pauperum” nella storia della Cristianità, accoglie il Sacro Collegio per l’elezione del Successore di Pietro.
Secondo la tradizione romana, fu proprio Michelangelo l’ideatore della Girandola, successivamente perfezionata da Gian Lorenzo Bernini, che si rifece alle eruzioni del vulcano Stromboli“che vomita fiamme e foco”.
Per il grande valore storico-culturale dell’iniziativa, l’edizione 2012 ha ricevuto il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, presieduto da Sua Eminenza il Cardinale, Gianfranco Ravasi.
Girandola 2012
La Girandola è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Commissione Cultura e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza PSAE per il Polo Museale della città di Roma. Ideazione, realizzazione e organizzazione a cura del Gruppo IX Invicta.
Lungotevere Tor di Nona, Lungotevere Altoviti, Ponte Vittorio Emanuele II, Ponte Principe Amedeo Savoia Aosta, Ponte Umberto I e Via del Banco di Santo Spirito sono i punti di avvistamento, intorno a Castel Sant’Angelo, consigliati al pubblico per godere al meglio dello spettacolo.
Ma cos’era la Girandola? Da un accurato studio storico-filologico del Cav. Giuseppe Passeri, ideatore e progettista della Girandola, si apprende che “La Maraviglia del Tempo” nasce a Roma nel 1481 per volontà di Papa Sisto IV e viene da quel momento in poi impiegata per festeggiare eventi solenni e importanti per la città, come la Santa Pasqua, la ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo e l’incoronazione del nuovo Papa.
Raccontata nelle pagine di Charles Dickens e nei sonetti di Gioacchino Belli, immortalata nelle stampe di Piranesi e nelle opere dei grandi pittori del passato, “LA GIRANDOLA DI CASTEL SANT’ANGELO” si ritrova già nei racconti dei Maestri delle Celebrazioni Liturgiche dei Papi di un tempo, come ad esempio Paride De Grassis, Fulvio Servanzio e Paolo Mucanzio vissuti tra il 1500 e il 1600.
Nel suo trattato “De la Pirotechnia” pubblicato nel 1540, l’artigliere di Papa Paolo III, Vanoccio Biringuccio, descrive così la Girandola: «Al terzo giro tirano molti razzi, i quali sono longhi un palmo che di poi sono andati in alto con una longha coda e che par gli habbino finito, schioppano, e mandan fuori sei o otto razzetti per uno, nella maggiore sommità del castello, dove è l’Angelo attaccato à l’arboro del stendardo, adattato una forma d’una grande stella, che contiene molti razzi».
Oggi, grazie ad un apparato tecnologico sofisticatissimo che si avvale di centraline radio per l’accensione dei fuochi, 18 tecnici ed un progettista sono in grado di far fronte - in assoluta sicurezza per loro e per l’ambiente circostante - ad un lavoro che in passato vedeva il coinvolgimento di oltre 100 uomini, con un notevole risparmio anche sui costi della manodopera che altrimenti sarebbero proibitivi. La realizzazione delle miscele dei fuochi segue i dettami e le indicazioni dei mastri antichi, per garantire l’intensità e la brillantezza dei colori.
Spiegare cosa fosse la Girandola e ciò che rappresentò per oltre trecento anni è complicato, così come sarebbe riduttivo definirlo un semplice fuoco d’artificio, perché la Girandola era un evento che richiamava spettatori da tutta Europa, un appuntamento dove accorrevano stranieri di ogni grado e ceto sociale fino al 1861, quando i capricci del tempo e della memoria hanno poi relegato nel dimenticatoio questo antico momento di festa durante il quale il Castello, e Roma stessa, diventava un palcoscenico per gli spettatori sull’altra riva del Tevere.
La particolarità dell’edizione 2012 della Girandola sarà la complessa accelerazione che gli artifizi pirotecnici assumeranno durante la loro rappresentazione, con un gioco di sequenze che si avvicinerà ai parametri pensati da Michelangelo prima e poi da Bernini, che coinvolgerà ben 5 punti strategici di Castel Sant’Angelo.
Girandola 2012
Oltre 400 accelerazioni, 600 “candele romane” e “fontane falistranti” illumineranno l’intero circondario di Castel Sant’Angelo, proiettando indietro nel tempo gli spettatori.

L’inizio dello spettacolo è ispirato al miracolo del 29 agosto del 590 d.C., secondo cui Papa San Gregorio Magno vide apparire l’Arcangelo San Michele sopra la mole Adriana, sotto forma di luce accecante e nell’atto di rinfoderare la spada, annunciando la fine della terribile peste che colpiva la città. Visto che la peste cessò il giorno seguente, il pontefice cambiò il nome del mausoleo di Adriano in Castel Sant’Angelo.

venerdì 29 giugno 2012

SOLENNITA’ - SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

Sono questi i santi apostoli che nella vita terrena
hanno fecondato con il loro sangue la Chiesa:
hanno bevuto il calice del Signore,
e sono diventati gli amici di Dio.

O Dio, che allieti la tua Chiesa
con la solennità dei santi Pietro e Paolo,
fa’ che la tua Chiesa segua sempre
l’insegnamento degli apostoli
dai quali ha ricevuto il primo annunzio della fede.




Santi Pietro e Paolo, pregate per noi!

giovedì 28 giugno 2012

Italia – Festival Francescano 2012



Il Festival Francescano, che si terrà a Rimini dal 28 al 30 settembre 2012, offre un ricco programma di attività didattiche rivolte alle scuole di ogni ordine e grado, fino all’Università. Nello stile di san Francesco d’Assisi, i Francescani italiani scendono nelle piazze per incontrare la gente con il linguaggio dell’arte, della musica, della danza; per dar vita a un evento di spiritualità che attualizza il messaggio di Chiara e Francesco. Fiore all’occhiello della manifestazione saranno le attività didattiche allestite per i 4.000 piccoli ospiti attesi dalle scuole elementari e medie. Mentre c’è grande attesa per l’allestimento di due grandi progetti inediti: la mostra Gentile Chiara e il musical Chiara e Francesco. L’Amore quello vero scritto da Pietro Castellacci, Giampaolo Belardinelli e Achille Oliva, per la regia di Oreste Castagna. Nelle passate tre edizioni del Festival, svoltesi a Reggio Emilia, sono state coinvolte 100 mila persone, con un centinaio di eventi per ogni edizione. Per il programma dettagliato visita: http://www.festivalfrancescano.it/

mercoledì 27 giugno 2012

Nuovi Ministri Provinciali OFM


Fr. Giuseppe Tomiri è stato eletto Ministro provinciale 
della Provincia di S. Michele Arcangelo in Italia.








Fr. Joško Kodžoman è stato eletto Ministro provinciale 
della Provincia del Santissimo Redentore in Croazia.

martedì 26 giugno 2012

BRASILE - FRANCESCANI A RIO +20 E NEL SUMMIT DEI POPOLI

Il 15 giugno 2012 ha iniziato a Rio de Janeiro, il vertice per la Giustizia Sociale e Ambientale dei Popoli, contro la mercificazione della vita e in difesa del bene comune, processo parallelo alla Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio + 20). Il vertice si è svolto dal 15 al 23 giugno, nell’Aterro do Flamengo, nella regione centrale di Rio de Janeiro.  Francescani e francescane, dei continenti europei, africani, americani e asiatici, di vari ordini, congregazioni ed istituzioni, tra cui religiosi e laici, si sono incontrati nel quartiere di Tijuca (dove sono ospitati), la mattina del 15 per l'interazione tra le culture e la presentazione dei temi, dei contenuti e della programmazione relativa al dibattito della Conferenza delle Nazioni Unite - Rio+20, e al Summit dei Popoli.

Secondo il direttore generale della Commissione per la Giustizia, Pace e Integrità del Creato (JPIC) dell'Ordine dei Frati Minori (OFM), parlando per il gruppo, ha ricordato che, come parte del carisma francescano il tema dell'ecologia, in particolare della giustizia ambientale, diventato una preoccupazione per i francescani di tutto il mondo. Pertanto, come famiglia francescana hanno deciso che sarebbe stata molto importante la presenza a Rio de Janeiro per l'evento. "Siamo interessati alle problematiche ambientali. Vivendo in una crisi. Il nostro stile di vita, sta creando molti problemi per la madre terra. Come francescani abbiamo una preoccupazione per il nostro pianeta e tutte le creature che Dio ha creato”, ha detto.
L'antropologo e direttore dell'Istituto brasiliano di analisi sociale ed economica (Ibase), Moema Miranda, è stato invitato a contestualizzare i Francescani sul processo di costruzione del Summit. Ha spiegato che il vertice e il World Social Forum (WSF) hanno in comune il fatto che essi sono gli spazi che si presentano come una provocazione dei movimenti sociali e delle organizzazioni che esprimono l'idea che "un altro mondo è possibile" di fronte a coloro che difendono il neoliberismo e per difendere oggi, la Green Economy come una strategia per lo "sviluppo sostenibile".

lunedì 25 giugno 2012

Frate Egidio d’Assisi

La giornata di studio 
organizzata in occasione del 750° anniversario della morte (1262 - 2012) del beato francescano
Italia - Perugia, Monteripido - Sabato 30 giugno 2012



Il terzo compagno di Francesco di Assisi, Egidio, era nato nella città o contado di Assisi da famiglia contadina. Nella primavera del 1208, a diciotto anni circa, il 23 aprile, festa di san Giorgio, si era unito a frate Francesco. Nel 1210, insieme con gli altri penitenti di Assisi, era andato a Roma dal papa Innocenzo III per presentare laforma vitae, ossia il modo di vivere il santo Vangelo della primitiva fraternità francescana. Si era stabilito a Monteripido fin dal 1234, e l’entusiasmo, con il quale si era unito a Francesco, lungo il corso degli anni, fece spazio alla saggezza evangelica dell’anziano; per questo molte persone salivano al Monte per ascoltare i suoi brevi discorsi, che trascritti per tramandarli, costituiscono I detti del beato Egidio. Morì il 23 aprile del 1262, festa di san Giorgio, lo stesso giorno in cui aveva deciso di seguire Francesco. Il suo corpo fu portato dentro le mura cittadine, nel convento di San Francesco al Prato.




Programma della Giornata di studio

Biblioteca di Monteripido, ore 9.00
Luigi Pellegrini (Università di Chieti)
Egidio d'Assisi nella prima fraternita Minoritica

Attilio Bartoli Langeli (Deputazione di Storia Patria per l'Umbria)
Frati Minori e società cittadina a Perugia: il caso della famiglia coppoii

Giuseppe Cremascoli (Università di Bologna)
Sul genere letterario dei verba seniorum

Stefano Brufani (Università di Perugia)
I Dicta di Egidio d'Assisi nella tradizione francescana

Biblioteca di Monteripido, ore 15.00

Maria Teresa Dolso (Università di Padova)
Le Vitae di Egidio d'Assisi nella Chronica XXIV generalium e nel De conformitate di Bartolomeo da Pisa

Corrado Fratini (Università di Perugia)
Le rappresentazioni pittoriche dei compagni di Francesco d'Assisi

Roberto Giordani (Università di Perugia)

Il sarcofago paleocristiano per Egidio d'Assisi

Grado G. Merlo (Università di Milano)
Conclusioni

Fonte: http://www.assisiofm.it

domenica 24 giugno 2012


Natività di S. Giovanni Battista


Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino
e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria.
Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome».
Tutti furono meravigliati. All'istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua,
e parlava benedicendo Dio.

Lc 1,59-64

San Giovanni Battista
sulla facciata della Basilica di San Pietro


When they came on the eighth day to circumcise the child,
they were going to call him Zechariah after his father,
but his mother said in reply, "No. He will be called John."
But they answered her, "There is no one among your relatives who has this name."
So they made signs, asking his father what he wished him to be called.
He asked for a tablet and wrote, "John is his name,"
and all were amazed. Immediately his mouth was opened,
his tongue freed, and he spoke blessing God.

Luke 1,59-64




A los ocho días, se reunieron para circuncidar al niño,
y querían llamarlo Zacarías, como su padre;
pero la madre dijo: «No, debe llamarse Juan».
Ellos le decían: «No hay nadie en tu familia que lleve ese nombre».
Entonces preguntaron por señas al padre qué nombre quería que le pusieran.
Este pidió una pizarra y escribió: «Su nombre es Juan». Todos quedaron admirados.
Y en ese mismo momento, Zacarías recuperó el habla y comenzó a alabar a Dios.

Lucas 1,59-64




sabato 23 giugno 2012

Solstizio d’estate 2012 in Piazza San Pietro in Vaticano


L’obelisco in Piazza San Pietro - Proveniente da Eliopoli, alto 41 m alla sommità della croce, costituisce lo gnomone della meridiana realizzata nel 1817 da msgr. Gili, astronomo, con due dischi agli estremi che rappresentano il solstizio del Cancro e del Capricorno e altri cinque che indicano ulteriori segni zodiacali. Il 22 giugno e 22 dicembre a mezzogiorno, l'ombra della croce si proietta esattamente al centro dei dischi solstiziali.




venerdì 22 giugno 2012

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