martedì 14 agosto 2012


Santa Chiara d'Assisi

Udienza generale, 15 settembre 2010

Cari fratelli e sorelle,
una delle Sante più amate è senz’altro santa Chiara d’Assisi, vissuta nel XIII secolo, contemporanea di san Francesco. La sua testimonianza ci mostra quanto la Chiesa tutta sia debitrice a donne coraggiose e ricche di fede come lei, capaci di dare un decisivo impulso per il rinnovamento della Chiesa.
Chi era dunque Chiara d’Assisi? Per rispondere a questa domanda possediamo fonti sicure: non solo le antiche biografie, come quella di Tommaso da Celano, ma anche gli Atti del processo di canonizzazione promosso dal Papa solo pochi mesi dopo la morte di Chiara e che contiene le testimonianze di coloro che vissero accanto a lei per molto tempo.
Nata nel 1193, Chiara apparteneva ad una famiglia aristocratica e ricca. Rinunciò a nobiltà e a ricchezza per vivere umile e povera, adottando la forma di vita che Francesco d’Assisi proponeva. Anche se i suoi parenti, come accadeva allora, stavano progettando un matrimonio con qualche personaggio di rilievo, Chiara, a 18 anni, con un gesto audace ispirato dal profondo desiderio di seguire Cristo e dall’ammirazione per Francesco, lasciò la casa paterna e, in compagnia di una sua amica, Bona di Guelfuccio, raggiunse segretamente i frati minori presso la piccola chiesa della Porziuncola. Era la sera della Domenica delle Palme del 1211. Nella commozione generale, fu compiuto un gesto altamente simbolico: mentre i suoi compagni tenevano in mano torce accese, Francesco le tagliò i capelli e Chiara indossò un rozzo abito penitenziale. Da quel momento era diventata la vergine sposa di Cristo, umile e povero, e a Lui totalmente si consacrava. Come Chiara e le sue compagne, innumerevoli donne nel corso della storia sono state affascinate dall’amore per Cristo che, nella bellezza della sua Divina Persona, riempie il loro cuore. E la Chiesa tutta, per mezzo della mistica vocazione nuziale delle vergini consacrate, appare ciò che sarà per sempre: la Sposa bella e pura di Cristo.
In una delle quattro lettere che Chiara inviò a sant’Agnese di Praga, la figlia del re di Boemia, che volle seguirne le orme, parla di Cristo, suo diletto Sposo, con espressioni nunziali, che possono stupire, ma che commuovono: “Amandolo, siete casta, toccandolo, sarete più pura, lasciandovi possedere da lui siete vergine. La sua potenza è più forte, la sua generosità più elevata, il suo aspetto più bello, l’amore più soave e ogni grazia più fine. Ormai siete stretta nell’abbraccio di lui, che ha ornato il vostro petto di pietre preziose… e vi ha incoronata con una corona d’oro incisa con il segno della santità” (Lettera prima: FF, 2862).
Soprattutto al principio della sua esperienza religiosa, Chiara ebbe in Francesco d’Assisi non solo un maestro di cui seguire gli insegnamenti, ma anche un amico fraterno. L’amicizia tra questi due santi costituisce un aspetto molto bello e importante. Infatti, quando due anime pure ed infiammate dallo stesso amore per Dio si incontrano, esse traggono dalla reciproca amicizia uno stimolo fortissimo per percorrere la via della perfezione. L’amicizia è uno dei sentimenti umani più nobili ed elevati che la Grazia divina purifica e trasfigura. Come san Francesco e santa Chiara, anche altri santi hanno vissuto una profonda amicizia nel cammino verso la perfezione cristiana, come san Francesco di Sales e santa Giovanna Francesca di Chantal. Ed è proprio san Francesco di Sales che scrive: “È bello poter amare sulla terra come si ama in cielo, e imparare a volersi bene in questo mondo come faremo eternamente nell'altro. Non parlo qui del semplice amore di carità, perché quello dobbiamo averlo per tutti gli uomini; parlo dell'amicizia spirituale, nell'ambito della quale, due, tre o più persone si scambiano la devozione, gli affetti spirituali e diventano realmente un solo spirito” (Introduzione alla vita devota III, 19).
Dopo aver trascorso un periodo di qualche mese presso altre comunità monastiche, resistendo alle pressioni dei suoi familiari che inizialmente non approvarono la sua scelta, Chiara si stabilì con le prime compagne nella chiesa di san Damiano dove i frati minori avevano sistemato un piccolo convento per loro. In quel monastero visse per oltre quarant’anni fino alla morte, avvenuta nel 1253. Ci è pervenuta una descrizione di prima mano di come vivevano queste donne in quegli anni, agli inizi del movimento francescano. Si tratta della relazione ammirata di un vescovo fiammingo in visita in Italia, Giacomo di Vitry, il quale afferma di aver trovato un grande numero di uomini e donne, di qualunque ceto sociale che “lasciata ogni cosa per Cristo, fuggivano il mondo. Si chiamavano frati minori e sorelle minori e sono tenuti in grande considerazione dal signor papa e dai cardinali… Le donne … dimorano insieme in diversi ospizi non lontani dalle città. Nulla ricevono, ma vivono del lavoro delle proprie mani. E sono grandemente addolorate e turbate, perché vengono onorate più che non vorrebbero, da chierici e laici” (Lettera dell’ottobre 1216: FF, 2205.2207).
Giacomo di Vitry aveva colto con perspicacia un tratto caratteristico della spiritualità francescana cui Chiara fu molto sensibile: la radicalità della povertà associata alla fiducia totale nella Provvidenza divina. Per questo motivo, ella agì con grande determinazione, ottenendo dal Papa Gregorio IX o, probabilmente, già dal papa Innocenzo III, il cosiddetto Privilegium Paupertatis (cfr FF, 3279). In base ad esso, Chiara e le sue compagne di san Damiano non potevano possedere nessuna proprietà materiale. Si trattava di un’eccezione veramente straordinaria rispetto al diritto canonico vigente e le autorità ecclesiastiche di quel tempo lo concessero apprezzando i frutti di santità evangelica che riconoscevano nel modo di vivere di Chiara e delle sue sorelle. Ciò mostra come anche nei secoli del Medioevo, il ruolo delle donne non era secondario, ma considerevole. A questo proposito, giova ricordare che Chiara è stata la prima donna nella storia della Chiesa che abbia composto una Regola scritta, sottoposta all’approvazione del Papa, perché il carisma di Francesco d’Assisi fosse conservato in tutte le comunità femminili che si andavano stabilendo numerose già ai suoi tempi e che desideravano ispirarsi all’esempio di Francesco e di Chiara.
Nel convento di san Damiano Chiara praticò in modo eroico le virtù che dovrebbero contraddistinguere ogni cristiano: l’umiltà, lo spirito di pietà e di penitenza, la carità. Pur essendo la superiora, ella voleva servire in prima persona le suore malate, assoggettandosi anche a compiti umilissimi: la carità, infatti, supera ogni resistenza e chi ama compie ogni sacrificio con letizia. La sua fede nella presenza reale dell’Eucaristia era talmente grande che, per due volte, si verificò un fatto prodigioso. Solo con l’ostensione del Santissimo Sacramento, allontanò i soldati mercenari saraceni, che erano sul punto di aggredire il convento di san Damiano e di devastare la città di Assisi.
Anche questi episodi, come altri miracoli, di cui si conservava la memoria, spinsero il Papa Alessandro IV a canonizzarla solo due anni dopo la morte, nel 1255, tracciandone un elogio nella Bolla di canonizzazione in cui leggiamo: “Quanto è vivida la potenza di questa luce e quanto forte è il chiarore di questa fonte luminosa. Invero, questa luce si teneva chiusa nel nascondimento della vita claustrale e fuori irradiava bagliori luminosi; si raccoglieva in un angusto monastero, e fuori si spandeva quanto è vasto il mondo. Si custodiva dentro e si diffondeva fuori. Chiara infatti si nascondeva; ma la sua vita era rivelata a tutti. Chiara taceva, ma la sua fama gridava” (FF, 3284). Ed è proprio così, cari amici: sono i santi coloro che cambiano il mondo in meglio, lo trasformano in modo duraturo, immettendo le energie che solo l’amore ispirato dal Vangelo può suscitare. I santi sono i grandi benefattori dell’umanità!
La spiritualità di santa Chiara, la sintesi della sua proposta di santità è raccolta nella quarta lettera a Sant’Agnese da Praga. Santa Chiara adopera un’immagine molto diffusa nel Medioevo, di ascendenze patristiche, lo specchio. Ed invita la sua amica di Praga a riflettersi in quello specchio di perfezione di ogni virtù che è il Signore stesso. Ella scrive: “Felice certamente colei a cui è dato godere di questo sacro connubio, per aderire con il profondo del cuore [a Cristo], a colui la cui bellezza ammirano incessantemente tutte le beate schiere dei cieli, il cui affetto appassiona, la cui contemplazione ristora, la cui benignità sazia, la cui soavità ricolma, il cui ricordo risplende soavemente, al cui profumo i morti torneranno in vita e la cui visione gloriosa renderà beati tutti i cittadini della celeste Gerusalemme. E poiché egli è splendore della gloria, candore della luce eterna e specchio senza macchia, guarda ogni giorno questo specchio, o regina sposa di Gesù Cristo, e in esso scruta continuamente il tuo volto, perché tu possa così adornarti tutta all’interno e all’esterno… In questo specchio rifulgono la beata povertà, la santa umiltà e l’ineffabile carità” (Lettera quarta: FF, 2901-2903).
Grati a Dio che ci dona i Santi che parlano al nostro cuore e ci offrono un esempio di vita cristiana da imitare, vorrei concludere con le stesse parole di benedizione che santa Chiara compose per le sue consorelle e che ancora oggi le Clarisse, che svolgono un prezioso ruolo nella Chiesa con la loro preghiera e con la loro opera, custodiscono con grande devozione. Sono espressioni in cui emerge tutta la tenerezza della sua maternità spirituale: “Vi benedico nella mia vita e dopo la mia morte, come posso e più di quanto posso, con tutte le benedizioni con le quali il Padre delle misericordie benedisse e benedirà in cielo e in terra i figli e le figlie, e con le quali un padre e una madre spirituale benedisse e benedirà i suoi figli e le sue figlie spirituali. Amen” (FF, 2856).

lunedì 13 agosto 2012


CON LO SGUARDO FISSO SUGLI INIZI
Attualità del carisma francescano-clariano
a 800 anni dalla Fondazione dell’OSC

del Ministro general OFM

A tutte le Sorelle Povere di santa Chiara,
a tutti i Frati Minori:
salute e pace santa nel Signore (2Lcus 1; cf. LErm 1).

Felicitazioni!

1. Stiamo per concludere l'VIII Centenario della conversione/consacrazione di Sorella Chiara nella Porziuncola (1211-12) e l'VIII Centenario della Fondazione dell'Ordine delle Sorelle Povere. In questa circostanza del tutto particolare per tutta la Famiglia Francescana sento la necessità di farvi giungere, carissime Sorelle, le mie personali felicitazioni e quelle di tutti i Frati Minori.
Con questa lettera voglio assicuravi che sempre, ma in particolare durante questo Giubileo francescano-clariano, ci uniamo a voi per ringraziare il Signore che continua nell'oggi a custodire il carisma che fu dato a Francesco e Chiara 800 anni fa. Nello stesso tempo desidero esprimervi la mia gratitudine e quella dei Farti Minori per la vostra presenza silenziosa, orante e di profondo affetto nella nostra vita e in quella della Chiesa e del mondo. Siete un vero tesoro per tutti noi, perché, dalla vostra vita nascosta in Cristo (cf. Col 3,3), ci evangelizzate, ricordandoci che siamo del Signore e per il Signore, e che solo così possiamo essere per gli altri[1]. Grazie Sorelle! Auguri!

I. Per iniziare

2. Durante questo periodo, da più parti, non da ultimo dalla Chiesa stessa[2], abbiamo ricevuto ripetuti inviti a prendere sul serio l'esortazione di Chiara: «conosci la tua vocazione» (TestsC 4) e a non dimenticare il punto di partenza, cioè le nostre origini (cf. 2LAg 11). Tali inviti tendono ad un obiettivo prioritario: utilizzare questo tempo di grazia, questo kairós, per approfondire la Forma di Vita francescano-clariana, rivisitando gli elementi essenziali di questo carisma, che a distanza di 800 anni è ancora profondamente attuale, come giustamente scriveva Benedetto XVI , «il tempo che ci separa dalla vicenda di questi due Santi [Francesco e Chiara] non ha sminuito il loro fascino. Al contrario...» (DoF p. 17).
Francesco e Chiara, figli del loro tempo, parlano la lingua dei loro contemporanei, pensano secondo le loro categorie, hanno la loro sensibilità e tuttavia sono profondamente attuali. Francesco e Chiara sono in sintonia con il loro tempo perché ne hanno saputo scoprire le necessità più profonde, le hanno interpretate come segni dei tempi, come chiamate dello Spirito, ed hanno proposto un’incarnazione del Vangelo che rispondeva perfettamente a queste istanze. Ma Francesco e Chiara, senza essere estranei al loro tempo, sono anche contemporanei ed attuali. Il segreto di tale attualità è ovvio: «Francesco e Chiara sono risaliti fino alla fonte dell’acqua viva»[3]. Abituali ascoltatori del Vangelo, lo hanno custodito nel loro cuore (cf. Lc 2,51), e prontamente hanno obbedito alla Parola (cf. 1Cel 22), diventando così, interiormente ed esteriormente, icone viventi del Figlio, Parola eterna del Padre (cf. 3LAg 13), un’«esegesi vivente» del Vangelo (cf. DV 83). Avendo trovato la Fonte di acqua viva (cf. Gv 4,10ss), a distanza di otto secoli, da loro continuano a sgorgare torrenti di acqua viva che appaga la sete di tanti nostri contemporanei e che fornisce risposte a molte delle loro domande.

domenica 12 agosto 2012


Continuità con la forma di vita francescana

La chiusura dell’ottavo centenario di santa Chiara

ASSISI, 10. «Aprirci al futuro con speranza attraverso una rivisitazione della nostra identità, così che, senza rinunciare a ciò che non è negoziabile, si possa rispondere con creatività alla realtà mutevole in cui viviamo. Il non negoziabile sono i valori evangelici che hanno dato origine al carisma francescano-clariano e che costituiscono i fondamenti della nostra identità».
È un passo della corposa riflessione sull’attualità del carisma francescano-clariano, dal titolo «Con lo sguardo fisso sugli inizi», che padre José Rodríguez Carballo, ministro generale dei Frati minori, ha diffuso per l’11 agosto, memoria di santa Chiara d’Assisi, e giorno della conclusione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della sua consacrazione.
La notte della domenica delle Palme del 1211 (secondo alcuni 1212), una giovane nobile di Assisi
fuggì dalla casa paterna per raggiungere di nascosto la piccola chiesa della Porziuncola (Assisi),
dove dimorava Francesco con i suoi frati, con il desiderio di seguire il suo ideale evangelico. Qui,
con la tonsura dei capelli, iniziò una vita di penitenza e di consacrazione per allora insolita e originale.
Siamo ora nella circostanza di celebrare gli ottocento anni di quel fondamentale evento. Nello spirito di Chiara, la quale scrisse a santa Agnese di Boemia di «tenere sempre di fronte agli occhi il punto di partenza», le comunità religiose francescane e clariane intendono celebrare l’ottavo centenario della sua consacrazione portando appunto alla memoria «l’inizio del nostro tempo di conversione e la necessità di vivere in una continua tensione verso la santità».
Durante la chiusura dell’ottavo centenario della consacrazione di santa Chiara, diverse celebrazioni si svolgono ad Assisi, a San Damiano, alla basilica di Santa Chiara e alla Porziuncola. In particolare la chiusura ufficiale avviene con il ritorno delle reliquie dei capelli di santa Chiara, alla basilica a lei dedicata di Assisi, il pomeriggio dell’11 agosto, durante la solenne celebrazione eucaristica nel transito della Madre Chiara, presieduta da padre José Rodríguez Carballo.


Un momento di preghiera precede la dedicazione di un chiostro del Santuario della Porziuncola proprio a santa Chiara. La dedicazione prevede l’installazione di sette opere d’arte ad olio su tavola realizzate dall’artista Aurelio Bruni, una statua della santa realizzata da Piero Casentini e un’opera in maiolica eseguita da Rebecca Becker. «Siamo chiamati a vivere questo momento, che stiamo attraversando — evidenzia il ministro generale dei Frati minori — come un momento meraviglioso e sorprendente, sebbene non necessariamente facile, nel quale dobbiamo aprirci allo Spirito che, come il vento, “soffia, ma non sai da dove viene né dove va”». «Ciò che ci viene chiesto in questo tempo — si legge ancora nel messaggio di padre Carballo — è la continuità con i valori costitutivi
della nostra “Forma di Vita” e la discontinuità, tenendo presente il contesto storico in cui viviamo. In questo modo eviteremo di cadere in un essenzialismo astorico o in un esistenzialismo senza radici. Si tratta di vivere una identità in cammino».

Fonte: L’Osservatore Romano, 11 agosto 2012, p. 5

sabato 11 agosto 2012

Solennità di Santa Chiara
VIII Centenario di Consacrazione di S. Chiara
1212 - 2012


La Benedizione di Santa  Chiara

Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo.
Il Signore vi benedica e vi custodisca.
Vi mostri la sua faccia e abbia misericordia di voi.
Volga verso di voi il suo volto e vi dia pace,sorelle e figlie mie, e a tutte le altre che verranno e rimarranno
nella vostra comunità, e alle altre ancora, tanto presenti che venture,
che persevereranno fino alla fine negli altri monasteri delle povere dame.
Io Chiara, ancella di Cristo, pianticella del beatissimo padre nostro san Francesco,
sorella e madre vostra e delle altre sorelle povere, benché indegna,
prego il Signore nostro Gesù Cristo, per la sua misericordia e per l'intercessione
della santissima sua genitrice, santa Maria, e del beato Michele arcangelo
e di tutti i santi angeli di Dio, del beato Francesco padre nostro e di tutti i santi e le sante,
che lo stesso Padre celeste vi dia e vi confermi questa santissima benedizione
sua in cielo e in terra: in terra, moltiplicandovi nella grazia e nelle sue virtù
fra i servi e le ancelle sue nella Chiesa sua militante; e in cielo, esaltandovi
e glorificandovi nella Chiesa trionfante fra i santi e le sante sue.

Vi benedico nella mia vita e dopo la mia morte, come posso,
con tutte le benedizioni, con le quali il Padre delle misericordie
ha benedetto e benedirà i suoi figli e le sue figlie in cielo e sulla terra,
e con le quali il padre e la madre spirituale ha benedetto e benedirà
i figli suoi e le figlie spirituali. Amen.

Siate sempre amanti delle anime vostre e di tutte le vostre sorelle,
e siate sempre sollecite nell'osservare quelle cose che avete promesso al Signore.

Il Signore sia sempre con voi e voglia il Cielo che voi siate semper con lui.

Amen.

venerdì 10 agosto 2012


Inaugurazione del Chiostro di Santa Chiara

Sabato 11 agosto
Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola

Ore 15.30 – Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola: Celebrazione dichiusura del Centenario e Inaugurazione del Chiostro di Santa Chiara

celebrazione conclusiva con inaugurazione del Chiostro di Santa Chiara presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola


Nell’ambito del Centenario della Consacrazione, L’Opera della Porziuncola ha intenzione di dedicare un chiostro della Basilica di Santa Maria degli Angeli a Santa Chiara.

Il progetto prevede l’installazione di sette opere d’arte (di cui alleghiamo delle miniature), dipinte su tavola dall’artista Aurelio Bruni, che descrivono imomenti salienti della consacrazione di Santa Chiara presso la Porziuncola, e di una scultura al centro dello stesso chiostro, opera dell’artista Piero Casentini.


giovedì 9 agosto 2012


Chiara d’Assisi e la «pazienza» da indossare
L’iconografia della fondatrice delle clarisse nell’Umbria meridionale

di Giuseppe Cassio

Pubblichiamo stralci di uno degli interventi pronunciati all’incontro di studio «I protomartiri francescani e Chiara d’Assisi tra storia e agiografia» che si è svolto presso il monastero Santissima Annunziata delle clarisse di Terni in occasione del Centenario Clariano.

Autore - Piero Casentini
Nell’incontro dedicato a Cuore e mente per seguire Cristo con santa Chiara d’Assisi, tenutosi all’inizio dell’Ottavo Centenario della fuga dell’Assiate dalla casa paterna per vivere il Vangelo sull’esempio di frate Francesco presso la Basilica di Santa Chiara in Assisi, padre Paolo Martinelli ha presentato uno degli aspetti meno noti della vita di Chiara (1193-1253), vale a dire quel suo turbamento spirituale concepito alla notizia del martirio di alcuni frati Minori in Marocco [cfr. Dai Protomartiri francescani a sant'Antonio di Padova. Atti della Giornata Internazionale di Studio (Terni, 11 giugno 2010) a cura di L. Bertazzo - G. Cassio, Ed. Centro Studi Antoniani, Padova 2011]. «Chiara – assicura padre Martinelli – è afferrata dalla testimonianza dei Protomartiri francescani al punto da sentire dentro di sé il desiderio ardente di essere sulla terra dove essi hanno versato il loro sangue, così da poter anche lei dare la vita per testimoniare e difendere la fede».
Il desiderio di recarsi tra gli infedeli per guadagnare la corona del martirio era piuttosto diffuso nella cristianità in grave conflitto con l’Islam, e Chiara – come d’altronde lo stesso Francesco – non poteva ignorare «un mondo che risonava delle gesta crociate», dove «il tema delle missioni in rapporto ad esse […] era ormai da tempo divenuto evidente». In sostanza, Chiara sentì il desiderio del martirio per vivere la radicalità della vita secondo la forma del santo Vangelo e raggiungere il Signore alla stregua dei Protomartiri. Ma se oggi – continua il Martinelli – «ciò potrebbe apparirci come un atteggiamento sconveniente nell’ambito di una relazione pacifica con religioni diverse, in realtà qui non è frutto di antagonismo religioso quanto del desiderio, della passione incontenibile per la persona di Cristo»; in sostanza, il desiderio di essere simile a lui e di poter rendere testimonianza a colui che dato la vita per noi.
Una premessa simile è più che mai appropriata in un contesto geografico, come quello dell’Umbria meridionale, permeato dalla vocazione minoritica dei Protomartiri francescani: cinque frati che, nel desiderio di vivere la sequela Christi, imboccarono spontaneamente la strada del martirio. All’insegna del sangue versato per Cristo, l’iconografia dei santi Berardo e compagni sarà accompagnata ininterrottamente dal ramo di palma – attributo proprio dei santi martiri – e la stessa cosa accadrà pure per santa Chiara, benché con tutt’altro significato e in un periodo circoscritto. In relazione a Chiara d’Assisi, infatti, la palma è in primo luogo associata ad un episodio cruciale della sua vita, quello della domenica delle Palme del 1211 o 1212, durante la quale la giovane si sentì chiamata a seguire Cristo povero. Ciò nonostante Chiara Santucci percepisce la palma come allusione all’intimo desiderio di martirio, esaltato da alcune fonti clariane, che non riuscì a realizzare in vita. Tale accezione precede l’aspetto più propriamente beatitudinale che, secondo padre Pasquale Magro, si orienta «al valore dell’attesa della ricompensa per la fedeltà nella Sequela Christi et Mariae»; un simbolo della vittoria morale di Chiara nella lotta per la purezza che, invece, l’ha plasmata in una «ricca e luminosa proposta di fede».

Autore - Piero Casentini

Gli esempi pittorici che ritraggono la “Povera di San Damiano” con l’attributo della palma sono rintracciabili ad esempio nelle vele della Basilica di Santa Chiara in Assisi (ante 1334) e nella pala attribuita a Palmerino di Guido, dove addirittura Chiara e Agnese recano l’elemento arboreo in devozione alla martire romana prediletta. Santa Chiara con la palma si trova anche nella predella della pala di Fiorenzo di Lorenzo presso la Galleria Nazionale dell’Umbria (1500 ca.) e nel coro ligneo della Basilica superiore di San Francesco, prodotto dallo straordinario talento di Domenico Indivini (1501). In quest’ultimo troviamo raffigurati anche i Protomartiri francescani, dei quali solo sant’Accursio esibisce un sottile ramoscello di palma, simbolo proprio di santa Chiara nello stesso manufatto. […]
Il territorio dell’Umbria meridionale annoverò svariati luoghi di culto dedicati a santa Chiara, ivi compresi monasteri del second’Ordine, eppure l’iconografia giunta fino a noi non è abbastanza generosa e – salvo sporadici esempi – s’infittisce nel XVII secolo, quando ormai non era più capace di apportare grandi novità. Spesso le riprese pittoriche della sua persona non si sforzano di attrarre la vista dello spettatore; sono per lo più immagini discrete, quasi delle "comparse", reperibili nelle pale d’altare così come nei cicli pittorici o nei quadri destinati alla devozione privata.
L’itinerario figurativo che ci propone il manipolo di opere rintracciate si manifesta soprattutto in raffigurazioni collettive, dipinte o appese in ambienti non clariani, come quelli dei frati Minori. È piuttosto raro, invece, scoprire la Santa nelle chiese rurali, se non in quelle dove la memoria devota era ancora viva attraverso la diffusione del nome o per espresso volere di alcuni offerenti vicini alla spiritualità francescana o ancora appartenenti alle categorie delle ricamatrici, lavandai, doratori, stiratori e ciechi, che invece la veneravano come protettrice.
La maggior parte delle testimonianze prese in esame vede Chiara accanto alla figura di Francesco o della Madonna. Molto spesso affianca altri santi francescani come Elisabetta d’Ungheria, Rosa da Viterbo, Antonio di Padova, Bernardino da Siena, il che suggerisce, in genere, una committenza francescana. La Santa non occupa sempre la stessa posizione e ciò dipende dal grado d’importanza che ricopriva nei confronti della committenza. Moltissime immagini la ritraggono sola con l’attributo che abitualmente stringe in mano, quale segno distintivo del suo stato di vita oppure rivelante un tratto specifico dello stesso che si vuole mettere in risalto. Il clima mistico diffusosi dalla metà del Cinquecento favorisce la rappresentazione di una santa in atteggiamento estatico e meditativo La fisionomia di santa Chiara è prevalentemente giovanile con lineamenti delicati e bella d’aspetto, anche se nel Giudizio Universale di Bartolomeo di Tommaso (metà sec. XV) corrisponde a una donna intorno ai sessant’anni.
La foggia dell’abito riflette spesso la regola per l’Ordo Sanctae Clarae scritta da papa Urbano IV nel 1263, ancora oggi in vigore accanto a quella di Chiara stessa del 1253, in cui si stabilisce che: «Le tonache esterne, poi, gli scapolari, e i mantelli non siano di colore del tutto bianco o del tutto nero. Per cingolo, dopo che avranno professato, abbiano una corda, non però ricercata. Si coprano il capo con uniformità e modestia, con bende o veli di panno comune, del tutto bianchi, non preziosi o ricercati, di modo che rimangano coperti la fronte, le guance, il collo e la gola […] Abbiano anche un velo nero, né prezioso né ricercato, steso sulla testa, così ampio e lungo che scenda fino alle spalle da entrambe le parti e dietro scenda un poco oltre il cappuccio della tonaca».
Si tratta senza dubbio d’indicazioni utili a distinguere le immagini clariane realizzate in seguito, anche se non del tutto adeguate a esaurire i molti modi in cui Chiara sarà raffigurata dagli artisti. Si pensi soprattutto alle ramificazioni del second’Ordine che nei secoli personalizzeranno la foggia e il colore dell’abito. Perciò – come riporta padre Magro – ogni famiglia vestirà Chiara secondo usi e costumi propri con abiti che variano dal nocciola chiaro al grigio e perfino al rosa o al marrone scuro. Molte volte la santa indosserà la pazienza (tunica da lavoro senza maniche aperta ai lati e lunga sino ai piedi) prescritta dalla legislazione urbaniana. L’abito è sempre raccolto in vita da un cordone bianco, con tre o cinque nodi, simbolo dei voti o della devozione alle cinque “sante piaghe”; generalmente la mantelletta, più o meno ampia, è dello stesso colore del saio, il velo è genericamente doppio, bianco e nero ed è accompagnato dal soggolo, un complicato intreccio di bende realizzate negli stessi materiali dei veli, solitamente bianche e più consistenti del velo stesso.
Gli attributi più frequenti nell’iconografia locale sono il libro – generalmente simbolo di dottrina – e riferimento alla regola, la croce manuale prerogativa dei fondatori e il giglio, simbolo della purezza di spirito e della castità verginale. Dalla seconda metà del Quattrocento, santa Chiara assumerà definitivamente l’ostensorio, simbolo eucaristico per antonomasia, associato al celebre episodio della cacciata dei Saraceni.


Fonte: L’Osservatore Romano,  mercoledì 8 agosto 2012, p. 4

mercoledì 8 agosto 2012


Klara i jej siostry (Chiara e le sue Sorelle), 
a cura di Fr. Tadeusz Słotwiński e Fr. Maksymilian Damian, Ed. Sant'Antonio, Wrocław 2012, pp. 624.

Gli Autori hanno pubblicato un volume agiografico dedicato a santa Chiara e alle sue Sorelle, come contributo alla celebrazione  dell’VIII Centenario della consacrazione di sanata Chiara. Il volume raccoglie 39 biografie di Clarisse Sante e Beate: non solo di quelle molto conosciute, ma anche di quelle meno note. Tutte, però, costituiscono delle perle preziose dello spirito francescano-clariano. Inoltre, descrive la storia del carisma clariano. Infine, il volume contiene le lettere giubilari, gli indirizzi dei monasteri delle Clarisse in Polonia, il testo della Benedizione di santa Chiara e la sua preghiera per le vocazioni.

Klara i jej siostry

W związku z Jubileuszowym Rokiem 800-lecia Konsekracji św. Klary z Asyżu ukazała się książka hagiograficzna autorstwa braci z Prowincji św. Jadwigi w Polsce - o. Tadeusza Słotwińskiego i o. Maksymiliana Damiana pt. Klara i jej siostry (Wrocław 2012, ss. 624). Autorzy prezentują w niej grono 39 świętych i błogosławionych klarysek. Niektóre z nich należą do słynnych postaci Kościoła i Zakonu. Inne cieszą się nieco mniejszą sławą. Niemniej wszystkie stanowią najpiękniejsze perły ducha franciszkańskiego i klariańskiego, a więc ducha pokory i prostoty, którym żyły i któremu ślubowały swą wierność. Część hagiograficzno-ascetyczna została poprzedzona przedstawieniem historii klariańskiego charyzmatu. Książka zawiera też listy jubileuszowe w związku z Rokiem Klariańskim. Książkę zamyka spis adresów klasztorów sióstr klarysek w Polsce, tekst błogosławieństwa św. Klary oraz modlitwa do św. Klary o powołania zakonne.

martedì 7 agosto 2012


Solemn Profession in the Province of Indonesia

The Minister Provincial of the Province of St. Michael Archangel (Indonesia), Fr. Adrianus Sunarko, accompanied by Fr. Dedie Kurniadi (The Guardian of the Assisi Monastery in Jakarta) and Fr. Albertus Purnomo (The Master of the friars in temporary profession in Yogyakarta) received the solemn profession of five friars, Fr. Sebastianus Gaguk, Fr. Theodorus Betha Herdistyan, Fr. Yulianus Bonivantura Lelo, Fr. Antonius Latif Widhiawan and Fr. Andreas Wilibrodus Bisa on the 30th July 2012. This brings the number of Friars in solemn profession in the Province of Indonesia to 109 friars.





domenica 5 agosto 2012


Gesù rispose loro:
"In verità, in verità io vi dico:
voi mi cercate non perché avete visto dei segni,
ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati.
Datevi da fare non per il cibo che non dura,
ma per il cibo che rimane per la vita eterna
e che il Figlio dell'uomo vi darà.
Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo …
Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato".

Giovanni 6,26-29

Porziuncola, Marcia Francescana 2012
 
Jesús les respondió:
«Les aseguro que ustedes me buscan, no porque vieron signos,
sino porque han comido pan hasta saciarse.
Trabajen, no por el alimento perecedero,
sino por el que permanece hasta la Vida eterna,
el que les dará el Hijo del hombre;
porque es él a quien Dios, el Padre, marcó con su sello ...
La obra de Dios es que ustedes crean en aquel que él ha enviado». 

Juan 6,26-29

Porziuncola, Marcia Francescana 2012

sabato 4 agosto 2012


Rwanda - Visita fraterna e pastorale e la celebrazione del Capitolo nazionale elettivo dell’OFS

Presso il convento dei Frati Minori a Kivumu (Ruanda) nei giorni 25-31 luglio 2012 si è svolta la Visita Fraterna e Pastorale e la celebrazione del Capitolo nazionale elettivo della Fraternità nazionale emergente dell’OFS di Rwanda. In qualità di Visitatori erano presenti Michèle Altmeyer, Consigliera della Presidenza CIOFS per la lingua francese e Fr. Ivan Matić, OFM, Assistente generale OFS-GiFra. Al Capitolo hanno partecipato circa 50 capitolari con il loro Assistente nazionale Fr. Kizito Ngomanzungu, OFM, un sacerdote diocesano e due suore che svolgono il servizio dell’assistenza spirituale.
Il primo giorno del Capitolo è stato dedicato all’ascolto delle relazioni del Consiglio nazionale uscente, a cui hanno fatto seguito i lavori di gruppo per definire le priorità per il prossimo triennio. La mattina del secondo giorno si è tratto dei temi della vocazione e della missione dell’OFS (presentata da Michèle) e della assistenza spirituale e pastorale (presentata da Fr. Ivan). Nel pomeriggio si è svolta la sessione elettiva, nella quale i capitolari hanno eletto il nuovo Consiglio nazionale. Come Ministro è stato rieletto Faustin Ngendahayo.
Durante la visita e la loro permanenza a Ruanda i Visitatori, accompagnati sempre dai membri del Consiglio nazionale, hanno avuto diversi incontri: con la comunità delle Sorelle Clarisse, con la Fraternità locale dell’OFS di Muhororo, che svolgono un servizio di assistenza ai bambini portatori di handicap, con i membri dell’OFS e della GiFra, con i frati e le suore che prestano servizio di assistenza spirituale. Dopo il Capitolo è stato possibile incontrare anche tanti bambini e adolescenti dei gruppi francescani e i membri della GiFra di Kivumu. Inoltre accompagnati dai membri del Consiglio nazionale Michèle e Fr. Ivan hanno incontrato il vescovo della Diocesi di Kabgayi mons. Smaragde Mbonyintege.
Insieme al nuovo Consiglio nazionale, i Visitatori hanno partecipato al pellegrinaggio al Santuario Mariano “Nostra Signora dei Dolori” di Kibeho, presentando alla Madre celeste tutta la Fraternità nazionale dell’OFS e la Famiglia francescana di Rwanda e pregando per la pace e riconciliazione, tanto necessari per questo bellissimo paese provato dalla sofferenza e dolore, dove sono ancora aperte le ferite del genocidio nel 1994. Durante la visita del Santuario è stato possibile incontrare Nathalie Mukamazimpaka, una delle veggenti, che vive presso il santuario servendo i pellegrini e che ha rilasciato una bellissima testimonianza.


Rwanda - Visita fraterna y pastoral y celebración del Capitulo nacional electivo de la OFS

En el convento de los Fraile Menores, en Kivumu (Rwanda), en los días del 25 al 31 de Julio del 2012 se llevó a cabo la Visita Fraterna y Pastoral y la celebración del Capítulo Nacional electivo de la Fraternidad Nacional emergente de la OFS de Rwanda. En calidad de visitadores estuvieron presentes Michèle Altmeyer, Consejera de la Presidencia CIOFS por la lengua francesa e Fr. Ivan Matić, OFM, Asistente General de la OFS y de la Jufra. En el Capítulo han participado cerca de 50 capitulares con su Asistente Nacional Fr. Kizito Ngomanzungu, OFM, un Sacerdote Diocesano y dos Religiosas que llevan adelante el servicio de la asistencia espiritual.
El primer día del Capítulo estuvo dedicado a la escucha de las relaciones del Consejo Nacional saliente. Sobre dichas relaciones se hizo de inmediato un trabajo por grupos para definir las prioridades para el próximo trienio. En la mañana del segundo día se trataron los temas sobre la Vocación y la Misión de la OFS, presentado por Michèle y de la Asistencia Espiritual y Pastoral, presentado por Fr. Ivan. Durante la tarde se llevó a cabo la sesión electiva, en la cual los capitulares han elegido el nuevo Consejo Nacional. Como Ministro ha sido reelegido Faustin Ngendahayo.
Durante la visita y su permanencia en Rwanda los visitadores, acompañados siempre por los miembros del Consejo Nacional han tenido diversos encuentros: con la comunidad de las Hermanas Clarisas, con la Fraternidad local de la OFS di Muhororo, que llevan a cabo un servicio de asistencia a los niños hándicap, con los miembros de la OFS y de la Jufra, con los frailes y las hermanas que prestan servicio de asistencia espiritual. Después del Capítulo hubo la posibilidad de encontrar también muchos niños y adolescentes de los grupos franciscanos y a los miembros de la Jufra de Kivumu. Además de esto y acompañados por los miembros del Consejo Nacional, Michèle y Fr. Ivan han visitado al Obispo de la Diocésis de Kabgayi, Mons. Smaragde Mbonyintege.
Junto al nuevo Consejo Nacional, los visitadores han participado en una peregrinación al Santuario Mariano “Nuestra Señora de los Dolores” di Kibeho, presentado a la Madre del Cielo toda la Fraternidad Nacional de la OFS y la Familia Franciscana de Rwanda, orando por la paz y reconciliación, tan necesarias en este bellísimo país, probado por el sufrimiento y el dolor, donde aún permanecen abiertas las heridas del genocidio de 1994. Durante la visita al Santuario fue posible encontrar a Nathalie Mukamazimpaka, una de las videntes que vive en el Santuario sirviendo a los peregrinos y que nos ha dejado un maravilloso testimonio.


Rwanda – Fraternal and pastoral visit and celebration of the Elective National Chapter of OFS

In the convent of the Friars Minor at Kivumu (Rwanda) from the 25th to the 31st of July 2012 took place the fraternal and pastoral visit and the celebration of the Elective National Chapter of the emerging National Fraternity of OFS in Rwanda. The honourable Visitators who were present were Michèle Altmeyer, the Councillor of the Presidency of CIOFS for the French speaking and Br Ivan Matic, OFM, the General Assistant of OFS-YOUFRA. There were about 50 capitular members who participated at the Chapter and their National Assistant Br Kizito Ngomanzungu, OFM, a diocesan priest and two Religious sisters who serve as spiritual assistants.
The first part of the Chapter was dedicated to listening to the reports of the outgoing National Council, and this was followed by work in groups to determine priorities for the next three years. The morning of the second day dealt with these themes: vocation and mission of OFS (presented by Michèle) the spiritual and pastoral assistance (presented by Br Ivan) In the afternoon the elective process got underway, during which the capitular members elected the new National Council. Faustin Ngendahayo was re-elected as Minister.
During their visit and stay in Rwanda the Visitators, always accompanied by the members of the National Council, conducted several meetings: with the community of the Poor Clare Sisters, the local Fraternity of OFS of Muhororo – the latter render special service of assistance to handicapped children. They met with members of OFS and YOUFRA, also with Religious: brothers and sisters who are involved in spiritual assistance. After the Chapter there was an opportunity to meet with many Franciscan groups of children and youth and members of YOUFRA of Kuvumi. Another occasion was the meeting of Michèle and Br Ivan – accompanied by members of the National Council- with the bishop of the Diocese of Kabgayi Msgr Smaragde Mbonyintenga.
Together with the new National Council, the Visitators participated in the pilgrimage to the Shrine of “Our Lady of Sorrows” of Kibeho. Before the heavenly Mother they presented the National Fraternity of OFS and all the Franciscan Family in Rwanda. They prayed for peace and reconciliation, which remain always necessary in this beautiful land which was subjected to tremendous suffering, pain and trauma, where the wounds of the genocide of 1994 are still hurting and yet to heal. During the visit to the Shrine they also met Nathalie Mukamazimpaka – one of the visionaries – living at the Shrine serving the pilgrims. She gave a beautiful testimony.


venerdì 3 agosto 2012


XXXII Marcia Francescana verso Assisi
2 agosto 2012

Alle ore 15.00 tutti gruppi provenienti da Italia, Croazia, Bosnia ed Herzegovina e Germania
sono stati accolti davanti alla Basilica e dopo sono entrati alla Porziuncola per chiedere il Perdono alla Porziuncola e lasciarsi abbracciare dal Padre.

Per vedere il video clicca qui







giovedì 2 agosto 2012

2 agosto: Il perdono di Assisi

Quello che ha reso nota in tutto il mondo la Porziuncola è soprattutto il singolarissimo privilegio dell'Indulgenza, che va sotto il nome di "Perdon d'Assisi", e che da oltre sette secoli converge verso di essa orde di pellegrini. Milioni e milioni di anime hanno varcato questa "porta di vita eterna" e si sono prostrate qui per ritrovare la pace e il perdono nella grande Indulgenza della Porziuncola, la cui festa si celebra il 2 Agosto ("Festa del Perdono").
L'aspetto religioso più importante del "Perdon d'Assisi" è la grande utilità spirituale per i fedeli, stimolati, per goderne i benefici, alla confessione e alla comunione eucaristica. Confessione, preceduta e accompagnata dalla contrizione per i peccati compiuti e dall'impegno a emendarsi dal proprio male per avvicinarsi sempre più allo stato di vita evangelica vissuta da Francesco e Chiara, stato di vita iniziato da entrambi alla Porziuncola.
L'evento del Perdono della Porziuncola resta una manifestazione della misericordia infinita di Dio e un segno della passione apostolica di Francesco d'Assisi.



CONDIZIONI PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA DEL PERDONO DI ASSISI
(per sè o per i defunti)
Tale indulgenza è lucrabile, per sè o per le anime del Purgatorio, da tutti i fedeli quotidianamente, per una sola volta al giorno, per tutto l'anno in quel santo luogo e, per una volta sola, da mezzogiorno del 1° Agosto alla mezzanotte del giorno seguente, oppure, con il consenso dell'Ordinario del luogo, nella domenica precedente o successiva (a decorrere dal mezzogiono del sabato sino alla mezzanotte della domenica), visitando una qualsiasi altra chiesa francescana o basilica minore o chiesa cattedrale o parrocchiale.
Le condizioni per acquistare il Perdono sono quelle prescritte per tutte le indulgenze plenarie e cioè:
Confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti);
Partecipazione alla Messa e Comunione Eucaristica;
Visita alla chiesa della Porziuncola (o un'altra chiesa francescana o chiesa parrocchiale), per recitare alcune preghiere. In particolare:
Il CREDO, per riaffermare la propria identità cristiana;
Il PADRE NOSTRO, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
UNA PREGHIERA SECONDO LE INTENZIONI DEL PAPA (ad esempio Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre), per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.

mercoledì 1 agosto 2012

martedì 31 luglio 2012


8° Centenario  della  nascita 
dell’Ordine  di  S. Chiara

Chiara vive…dopo 800 anni di storia…
una storia che ci raggiunge e ci accompagna e
dove lo Spirito del Signore ci inserisce!

Dal  2 al 10 Agosto 2012 Monastero SS. Annunziata – Str. di Colleluna, 5 - Terni

Ore 21,00:  Novena presieduta dai Frati e da  Sorelle Clarisse

10 AGOSTO:
ore 18.00: Primi Vespri Solenni
ore 21,00: Conclusione della Novena con Veglia
                              
11 AGOSTO:
ore 8,00: S. Messa Solenne presieduta dal Mons. Francesco De Sanctis al termine della quale verrà benedetta la nuova Pala affrescata posta in Chiesa

ore 18,00:  Secondi Vespri Solenni con il Transito della madre S. Chiara e chiusura del centenario

Il Signore vi benedica! 

Sorelle Clarisse del Monastero SS. Annunziata – Str. di Colleluna, 5 - Terni 
 
S. Chiara. Terni. Monastero SS. Annunziata.
Piero Casentini 2012

Monastero Santissima Annunziata in Terni

Le Clarisse di Terni hanno celebrato l’Ottavo Centenario dell’inizio del loro ordine con particolare solennità a motivo che la vicenda di santa Chiara coinvolge anche il territorio ternano. Infatti la Santa d’Assisi ammirò, fino a desiderare di imitarla, la testimonianza di fede dei Protomartiri Francescani uccisi in Marocco, ma oriundi dell’Umbria meridionale. Inoltre uno dei primi miracoli compiuti dalla Santa fu a favore di un bisognoso che sostava presso il Ponte di Narni.
A conclusione di tale Centenario nella chiesa della locale comunità delle Clarisse sarà inaugurato un dipinto di Piero Casentini che sintetizza questo importante frammento di storia francescana svoltasi a Terni e dintorni. Tale opera raffigura ai piedi del Crocifisso, oltre a Maria Vergine, santa Chiara, san Francesco, sant’Antonio e i cinque Protomartiri Francescani.


Per l’occasione sarà anche presentata una biografia di suor Teresa Eletta Rivetti (1723-1790), una clarissa che visse nel Monastero di Santa Restituta in Narni, come a indicare che tale storia francescana è proseguita lungo i secoli e ancora oggi è presente (Giovanna Cremaschi, Teresa Eletta Rivetti. Vivere il Vangelo con santa Chiara, Elledici-Velar, Gorle 2012).
Tali manifestazioni sono anche nella prospettiva dell’incipiente Ottavo Centenario del passaggio a Terni e dintorni di san Francesco (1213-2013), testimoniato da numerosi eremi, santuari, opere d’arte e comunità francescane presenti nel territorio.

Per sapere di più clicca qui: 

lunedì 30 luglio 2012


Solenni Festeggiamenti in onore della 
Madonna del Carmine detta "de' Noantri"

21 – 30 luglio 2012 – Roma


La Festa de Noantri (cioè: "di noi altri", in opposizione a "voi altri che abitate in altri quartieri") si celebra in onore della Beata Vergine del Carmelo in occasione della Sua ricorrenza liturgica, dal 15 al 30 luglio nel rione Trastevere di Roma. E' senza dubbio una delle feste più sentite dal popolo romano. Le origini della festa pare risalgano al 1535: si tramanda infatti che dopo una tempesta fu rinvenuta alla foce del Tevere da alcuni pescatori una statua della Vergine Maria scolpita in legno di cedro.


La Processione del 29 luglio 2012 da Ponte Sant'Angelo - in barca sul Tevere - Arrivo alla Calata degli Anguillara ( Ponte Garibaldi), Viale di Trastevere, Piazza Sonnino, Largo San Giovanni de Matha, Via della Lungaretta, Piazza Santa Maria in Trastevere, ingresso nella Basilica di Santa Maria in Trastevere.
Al termine della processione sono state benedette e distribuite ai fedeli le rose della Madonna del Carmine.






La Madonna del Carimen – Prega per noi!

Per sapere di più clicca qui: http://www.festadenoantri.it/

domenica 29 luglio 2012



From dawn until sunset the name of the Lord deserves to be praised. (Ps 133,3)


¡Alabado sea el nombre del Señor desde oriente hasta occidente! (Sal 113,3)

Dal sorgere del sole al suo tramonto sia lodato il nome del Signore. (Ps 113, 3)

Od sončnega vzhoda do njegovega zahoda naj bo hvaljeno ime GOSPODOVO. (Ps 113,3)



sabato 28 luglio 2012


Il primo corso di canto gregoriano presso l'Abbazia di Farfa (Fara Sabina - Rieti) - Italia

con il patrocinio del Pontificio Istituto di Musica Sacra
20 - 24 agosto 2012




In allegato qui sotto il depliant del corso con relativo modulo di iscrizione